domenica, 22 febbraio 2009 | in :
Hai davvero oltrepassato ogni limite. Forse non te ne sei mai resa conto - o non mi hai mai voluto ascoltare, quando te lo facevo notare - ma peggiori di giorno in giorno. Siamo passati dal rapporto di due fidanzati che non potevano fare a meno l'uno dell'altra a quello di due perfetti estranei. Sei arrivata persino ad ignorarmi sistematicamente. Fino a due giorni fa avevi la barriera dello studio, ma ora? Perché hai preso l'abitudine di non rispondermi? E perché le poche volte che lo fai sei scazzata, scortese, scostante? Sembri quasi avvertire fastidio per la mia persona. Non percepisco dolcezza da tempo ormai immemore. E quando usciamo, mi dirai, allora non ne avverto? Sì, ma non mi può bastare. Non posso stare con due persone diverse, e quella con cui esco non è la stessa che mi sbraita al telefono per ogni cazzata. Tu cambi ogni cinque minuti. Sei in grado di passare dalla serenità alle urla a squarciagola nell'arco di 20 secondi. A niente serve cercare di farti capire come ci si sente, dovendo sempre combattere con te. Ho cercato di giustificare il tuo comportamento, di addebitarlo allo stress dello studio, allo stress per le vicende della tua famiglia, al periodo di transizione, all'età difficile. Ma tutte queste cose sono passate, e i tuoi comportamenti sono sempre là. Non venirmi a dire che sono pressante, non venirmi a dire che sono un rompicoglioni, non venirmi a dire che ti ho svegliata. Non i singoli episodi mi hanno portato a scriverti, ma la sistematicità dei tuoi comportamenti.
Io sono stanco, triste ed addolorato. Io non posso reggere tutti i colpi che vengono dalla vita quotidiana, e a questi dover sommare quelli che vengono da te. Tu dovresti essere il mio momento di riposo, il mio scudo protettivo, la persona amata fra le cui braccia trovare ristoro quando tutto il resto fa schifo e non ho neanche voglia di vivere.
Io non mi ritengo il migliore degli ziti che una ragazza possa desiderare, ma ho sempre cercato di essere questo per te; di sostenerti quando eri in difficoltà, di aiutarti a stare meglio quand'eri triste, di farti sentire che un cuore su sei miliardi in questo mondo batte per te. Tu vivi il nostro rapporto nella maniera più semplice e comoda possibile. Tu mi sei mancata un mese intero, e credi veramente che il solo fatto di essere stati insieme un paio d'ore ieri sera sia bastato a cancellare la solitudine accumulata? Credi davvero che sia giusto concedermi una paio d'ore della tua vita, e poi di nuovo scomparire, senza più chiederti che faccio, cosa penso, se ho bisogno di te? Cazzo stamattina ti sei comportata esattamente come una settimana fa. Non sei esistita, hai risposto con un monosillabo ai miei messaggi, e poi sei scomparsa nuovamente. E che cazzo credi? che cazzo sono, una macchinetta a gettoni? Mi dai un minuto della tua attenzione e devo andare avanti 8 ore prima di essere ricaricato?
 
Forse ora cominci a capire perché quando mi hai conosciuto ero così oscuro, così depresso ed infinitamente negativo. Era l'unico modo per sentirmi forte. Niente mi poteva toccare, andavo avanti come un treno verso i miei obiettivi, ero determinato ed arrivavo sempre al successo. Ma ora no, non sono più così forte, sono un essere umano. Mi sono aperto a te, e nei tuoi confronti ho abbassato tutti gli scudi e le barriere. Nei tuoi confronti sono fragile come un bambino appena nato, non mi posso difendere dagli attacchi. E persino una frase sgarbata mi fa restare infinitamente male. Tutto questo te l'ho detto mille e mille volte, ma sembri non capirlo.
 
Continui a ferirmi, giorno dopo giorno inesorabilmente. Persino ieri sera, sei stata in grado di urlarmi in faccia mentre lo stavamo facendo. Mentre lo stavamo facendo, cazzo. E più di una volta. Cosa pensi che avrei dovuto fare? Avrei dovuto mandarti a fare in culo. Avrei dovuto farti capire, una volta per tutte, che non sono il tuo giocattolo. Che non puoi trattarmi con aria di sufficienza, come se non avessi un carattere o un cuore. E invece non l'ho fatto, perché quanto ti guardo in faccia, anche se mi hai appena trattato come l'ultimo verme di questa terra, mi ricordo che TI AMO. Perché IO ti amo. TI AMO anche se non faccio altro che soffrire, ti amo anche se passo dal dolore alla rabbia il 90% delle volte che penso a te. Ti amo anche se mi hai trattato infinitamente peggio di qualunque altra persona che io conosca. Ti amo perché sei la malattia terminale da cui non posso né voglio guarire. Ma se tutto continua così avrò bisogno della morfina. Dovrò rialzare il muro, dovrò tornare ad essere una persona diversa. Se sono cambiato è stato solo per te, solo perché non approvavi il mio modo di affrontare la vita. Ma se neanche questo cambiamento è servito a niente, tornerò ad essere quello che sono sempre stato. Una persona sola in un mondo di persone sole, che va avanti per la sua strada senza guardare in faccia nessuno, senza fidarsi di nessuno, senza amare nessuno.
 
Non mi aspetto che tu condivida, non mi aspetto che approvi quello che dico. Spero solo che non liquiderai questa email come il solito, noioso sfogo del tuo zito. Spero che tu la legga tutta, spero che la rilegga più volte senza fermarti sulle parole, cercando di sentire (con il cuore) quello che ti voglio dire. Se verrai da me a lamentarti di questa o quella critica, di questa o quell'obiezione, di questo o quell'episodio, allora saprò che non hai capito un cazzo del mio discorso. Spero che tu avverta la mia disperazione. Spero che tu comprenda che non voglio attaccarti, sto condividendo l'ennesimo pezzetto del mio cuore con te. Un pezzetto che da diverso tempo fa parecchio male. Cerca di guarirlo, perché lo puoi fare solo tu.
 
E se sarai in dubbio se considerarlo uno sfogo o una lettera d'amore, vorrei che pensassi la seconda.
 
 

Ti amo.

Mino

La parola a Faber.

MinoIlRosso @ 22/02/2009 16:50 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 03 febbraio 2009 | in :
Eh già, non è più così facile scrivere su queste dannate pagine. Le dita si inceppano sulle lettere, sbagli a digitare, non sai neanche di cosa parlare. Perché continuare questo dannato massacro? Dovresti chiudere tutto, dichiarare finita quell'epoca e smetterla di tentare. Manca l'ispirazione, manca la qualità, manca persino il sentimento. Eppure non riesci a staccarti da questo mondo tanto antico, tanto amico, tanto oscuro, tanto tuo.
Come un conto in sospeso, una partita mai chiusa, un appuntamento perso e mai dimenticato. Come un folle assassino, continui a tornare sul luogo del delitto, ancora ed ancora, nell'assurda speranza che qualcuno ti scopra. Che qualcuno ti condanni, e ponga fine a questo triste cerchio. E le parole sono sempre meno. Parlino gli H.I.M., ancora una volta, per me.
MinoIlRosso @ 03/02/2009 22:14 | commenti (1)(popup) | commenti (1)